I paladini della natura: il fotografo Salgado e la sua riserva naturale

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Artista e fotografo brasiliano di fama mondiale, Sebastião Salgado nel corso della sua carriera ha realizzato reportage in ogni angolo del mondo.

Rio de Janeiro - O fotógrafo e ambientalista Sebastião Salgado, fundador do Instituto Terra, fala sobre a homenagem do 16º Prêmio Personalidade da Câmara de Comércio França-Brasil do Rio de Janeiro (Fernando Frazão/Agência Brasil)

Ma la fotografia non è la sua unica vocazione: a un certo punto della  vita, Salgado ha scelto di dedicarsi anche alla tutela dell’ambiente, in particolare adoperandosi per salvare la foresta subtropicale dove è cresciuto.

I VIAGGI E IL RITORNO IN BRASILE

Dal Portogallo al Mozambico, dalla Colombia alla Cina, Salgado ha scoperto il mondo attraverso gli uomini e i paesaggi che ha incontrato. Ma è stato a metà degli anni Novanta che un viaggio lo ha cambiato completamente: nel 1994 il fotografo si è trovato a documentare uno dei genocidi più sanguinosi della storia, quello in Rwanda. Ha raccontato su quell’esperienza: “In Rwanda vidi la brutalità totale, vidi la gente morire a migliaia al giorno. Persi la fiducia nella nostra specie. Non credevo che fosse più possibile per noi vivere”. Tornato da quel viaggio, si ammalò e i medici gli consigliarono di prendersi una pausa dal lavoro per  concentrarsi su di sé. Decise, allora, di fare ritorno nel suo paese d’origine, il Minas Gerais, nel sud-est del Brasile, ma al suo arrivo trovò un paesaggio ben diverso da quello che ricordava.

LA FONDAZIONE DELL’INSTITUTO TERRA

Instituto Terra

Il paradiso tropicale dov’era cresciuto, con piante, animali e fiumi, era scomparso. Al suo posto c’erano solo alberi abbattuti, la fauna era scomparsa. Fu allora che Salgado decise di ricostruire quell’angolo scomparso. Nel 1998, con sua moglie Lélia Deluiz Wanick, il fotografo fondò l’Instituto Terra, un’organizzazione dedicata allo sviluppo sostenibile della valle del fiume Doce, situata tra gli stati del Minas Gerais ed Espírito Santo. La ricostruzione partì dalla fattoria Bulcão, di proprietà della famiglia Salgado: marito e moglie reclutarono partner e raccolsero fondi, con l’obiettivo di ripiantare la foresta circostante e far rinascere l’ecosistema naturale. Lo fecero attraverso programmi di sensibilizzazione, di educazione ambientale e di ricerca scientifica.

LA RINASCITA DELLA FORESTA

background - subtropical forest, yew-boxwood grove with mossy tree trunks

A oggi, grazie all’Instituto Terra sono stati piantati più di 2 milioni di alberi, per un totale di quasi 300 specie diverse. Quasi 7mila ettari di foresta pluviale sono stati recuperati, di cui più di 600 sono stati dichiarati riserva naturale protetta. Questa è stata questa la risposta di Salgado alla devastazione del suolo e ai cambiamenti climatici, che in Brasile, come altrove, colpiscono soprattutto una popolazione che basa il proprio sostentamento sul lavoro nei campi. In un secondo momento è stato creato anche il CERA – Centro per l’educazione e il restauro ambientale, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dello sviluppo sostenibile.

IL MODELLO DI SALGADO

Tropical vegetation with green plants and trees ind daylight

A Sebastião Salgado e alla sua esperienza artistica e umana è dedicato Il sale della terra, documentario co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell’artista. Attraverso le potenti immagini del fotografo, il film racconta l’eterno contrasto tra vita e morte, luce e ombra, distruzione e speranza, per parlare dello splendore del mondo e dell’ingordigia umana che rischia di spegnerlo.

garden furniture on grassPouf and wooden table in modern living room with painting above grey corner couch. Real photo