L’home staging e la regola del 60-30-10

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La scelta dei colori di una stanza è sicuramente una delle più difficili da prendere. Le possibilità sono potenzialmente infinite e, oltre a pareti e pavimenti, bisogna tenere conto anche di arredi e complementi. Per questo può essere utile utilizzare una “regola d’oro” molto usata dai professionisti del design di interni e dell’home staging. Si tratta della regola del 60-30-10.

Che cos’è l’home staging?

La regola del 60-30-10 è molto importante nell'home staging

Letteralmente significa “messa in scena della casa”. Si considera quindi un’abitazione come una sorta di palcoscenico da allestire per rendere l’ambiente più invitante e interessante.

Si tratta di una disciplina che si è sviluppata nei primi anni 2000 nell’ambito del mercato immobiliare. Presentando un appartamento o una villa nel miglior modo possibile, stimolando l’immaginazione dei potenziali compratori o affittuari, si velocizza la vendita o l’affitto di un immobile e si riescono a ottenere — secondo gli agenti — delle cifre più alte.

Negli ultimi vent’anni, quindi, quella dell’home stager è diventata una vera e propria figura professionale, resa celebre anche da diversi programmi tv andati in onda nei paesi anglosassoni.

In cosa consiste l’home staging?

La regola del 60-30-10

Puntare tutto sulla prima impressione: questo lo scopo principale del lavoro di allestimento del palcoscenico-casa.
Uno scopo che si ottiene puntando sui colori, sulle luci, su quadri e tende, sulle piante, sugli accessori. Si può riarredare completamente una stanza, sfruttandone i punti di forza e attenuandone il più possibile i difetti.

Oggi le tecniche dell’home staging sono utilizzate non solo per il mercato immobiliare ma anche per il mondo del B&B e per l’arredo di interni.

Che cos’è la regola del 60-30-10?

La regola del 60-30-10 in salotto

È una proporzione che si ispira alla sezione aurea ed è molto usata nell’ambito delle arti visive: dalla composizione grafica alla pittura.
Nell’ambito del design di interni si riferisce alla palette cromatica da utilizzare per un ambiente.

  • 60 indica il colore primario, quello dominante, da utilizzare quindi per pareti e/o pavimentazioni e per gli arredi più importanti.
  • 30 è il colore secondario, usato per arredi ed elementi come tende, tessuti e tappeti.
  • 10, infine, è il cosiddetto colore d’accento. Quello che dà carattere, e può sia abbinarsi che contrastare con gli altri due. È solitamente riservato per i complementi: vasi, quadri, soprammobili, cuscini, piante e fiori…

I numeri indicano a grandi linee le percentuali: 60% per il dominante, 30% per il secondario e 10% per il colore d’accento. Il totale dà 100.
Ovviamente si tratta di una regola elastica, che non va necessariamente presa alla lettera. I colori dominanti, ad esempio, possono essere due, tono su tono o ben abbinati.
Inoltre c’è chi prevede una variabile N (la formula diventa quindi 60-30-10+N), che perlopiù si riferisce a un colore scuro o chiaro capace di mettere in evidenza tutti gli altri.

Qualche esempio di 60-30-10

La regola del 60-30-10 in cucina

Se la scelta ricade in un semplice ma sempre efficace ed elegante contrasto tra bianco e nero, il dominante (60) potrà essere il bianco delle pareti, del pavimento e di un divano, mentre il nero (30) sarà riservato agli altri mobili, alle tende, alla tappezzeria.
La terza tinta (10) farà risaltare tutto l’insieme, e potrebbe essere sia un grigio intermedio che un pastello, oppure una tinta primaria decisa come il rosso, il ciano, il giallo, declinato su cornici, cuscini e soprammobili.

Le possibilità sono tante quante le combinazioni permesse dai colori a disposizione.
Si può puntare sulla monocromia, quindi scegliendo diverse sfumature di una medesima tinta, oppure sui complementari — quelli opposti sulla ruota colore — o, ancora, focalizzarsi sui colori analoghi, quelli che sulle ruote cromatiche stanno gli uni accanto agli altri.

Tra le vernici per effetti materici  della gamma Rio Verde, ad esempio, il dominante potrà essere un color cocco, oppure un marzapane o un tartufo, mentre gli altri colori si prestano perfettamente come tinte secondarie o d’accento.
Le vernici per effetti metallizzati, invece, sono indicate per gli elementi d’accento, oppure per quel +N che abbiamo citato in precedenza.

Un trucco da designer: ispirarsi alla livrea degli uccelli (anche loro spesso “obbediscono” alla regola del 60-30-10)

Anche gli uccelli spesso “obbediscono” alla regola del 60-30-10

Nella scelta degli abbinamenti, alcuni designer grafici usano un metodo molto interessante, che è quello di studiare le livree degli uccelli. La natura è indubbiamente la più grande progettista, quando si tratta di accostamenti cromatici, e scegliendo dominante, secondario e accento ispirandosi alle fantasie che appaiono sulle piume e le penne dei volatili significa andare praticamente sul sicuro.

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