Vernice, com’è fatta e quante tipologie esistono

Indice

Cos’è la vernice?

Può sembrare stravagante, ma in Italia molti cercano di capire tramite Internet cos’è la vernice. O cos’è la verniciatura. Oppure ancora: che tipi di vernici ci sono. Andiamo con ordine. La risposta più pura alla prima domanda consiste in: la vernice è un materiale generalmente liquido (ma esiste anche la verniciatura in polvere) che viene steso su una superficie (legno, muro, metallo, plastica, vetro, cemento, pietra, mattone, etc.) allo scopo di renderla più bella, più resistente o per conferire altre caratteristiche (conduttività, ignifugazione, opacità, brillantezza, effetto seta, etc.). Insomma, la vernice è un po’ come il vestito di un manufatto. Non a caso si parla anche di rivestimento.

Formulazione della vernice

I principali “ingredienti” delle vernici sono tre:

La resina

La resina, definita anche legante, ovvero l’elemento più importante poiché essiccando o indurendo genera la pellicola protettiva e decorativa. Ha funzioni di adesione e protezione. Esistono tantissime tipologie di resina. Le vernici a base solvente possono essere:
  • resine alchiliche – molto brillanti, mantengono il colore, resistono ai raggi UV, resistono al calore, durabilità inferiore a poliuretaniche, poliacriliche e poliesteri
  • resine acriliche – ottime stabilità fotochimica, inerzia chimica e stabilità idrolitica, resistenti alle oscillazioni di temperatura, stabili di lucentezza e tonalità, scarse capacità di adesione
  • resine epossidiche – capacità indurente, buona adesione, tendenza a sfarinare e a ingiallire, proprietà isolanti e anticorrosive
  • resine poliuretaniche – resistenti all’abrasione, ottima durabilità, eccellente stabilità del colore
  • resine viniliche (termoplastiche) – resistenti agli agenti chimici e agli agenti di degrado ambientale
  • resine amminiche – resistenti agli agenti chimici, stabilità della colorazione anche ad alte temperature
  • resine poliestere – buona adesione, resistenti agli impatti, non troppo resistenti ine sterno
  • inoltre esistono anche resine poliestere sature, resine poliestere insature, resine fenoliche, resine siliconiche

Il solvente

il solvente (mezzo disperdente) rende il prodotto fluido per far sì che possa essere agevolmente applicato sulla superficie trattata; le proprietà chimiche e fisiche della vernice (soluzione) dipendono dalla quantità di soluto (gli altri ingredienti) e di solvente. Il solvente in sostanza dissolve la resina per consentire la stesura cui segue l’evaporazione. Se la velocità di evaporazione è scarsa, favorisce la stesura, ma aumenta il rischio di colature e complica la produttività; se la velocità di evaporazione è eccessiva, complica la distensione.

La carica

la carica è un materiale inerte usato come riempitivo. Si tratta di una componente importante poiché l’estetica finale è strettamente connessa a questa materia prima. A un secondo livello di importanza (ma la gerarchizzazione è un esercizio retorico), vi sono i pigmenti e gli additivi.
A cosa servono i pigmenti nelle vernici è presto detto. Innanzitutto conferiscono il colore e l’opacità. Poi hanno altre funzioni accessorie: contribuiscono alla durezza, resistono alla radiazione UV, aumentano anche la capacità di risposta alla corrosione e all’abrasione. La loro presenza riduce l’impatto degradativo della radiazione solare sulle resine. Quanto agli additivi, l’elenco delle funzioni sarebbe lunghissimo. Qui ci limitiamo a dire che gli additivi possono essere essiccativi, catalizzatori, regolatori di PH, reologici, conservanti, antischiuma, anti microbici, anti vegetativi, agenti di bagnamento.

UNA BUONA VERNICE
VANTA OTTIME PERFORMANCE IN TERMINI DI

durata (vita utile)

bagnabilità (buona adesione)

impermeabilità (in senso lato: non solo all’acqua, ma a tutti gli agenti atmosferici)

viscosità (ovvero l’attrito interno agli strati molecolari della vernice

elasticità

resistenze (a ogni agente di potenziale degrado)

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