Vista dall'alto della mano di un operaio che sta applicando la resina su un pavimento

La resina per pavimenti è davvero la soluzione?

Quello del rinnovare un pavimento a piastrelle è un tema gettonatissimo e molto discusso, sia dai professionisti che dagli appassionati di fai-da-te, online come nei negozi di articoli per il bricolage. Gli scenari possibili sono molti: abbiamo appena acquistato una casa e il pavimento non incontra il nostro gusto estetico; al momento di cambiare l’intero arredamento di una stanza ci accorgiamo che il vecchio pavimento non si abbina più bene; vogliamo dare un nuovo aspetto all’ambiente cominciando proprio dalle piastrelle… Una delle soluzioni proposte più spesso è in realtà piuttosto drastica, e consiste nell’utilizzare la resina per pavimenti, andando dunque a rivestire del tutto le piastrelle e nascondendole sotto un sottile strato che — a sentire le opinioni di alcuni — avrebbe del miracoloso: solo pregi e niente difetti. Ma è davvero così?

Una premessa doverosa: non saremo certo noi a negare i benefici della chimica. Da anni, nei nostri laboratori, come Renner Italia siamo costantemente impegnati a trovare e sviluppare le soluzioni per far sì che i nostri prodotti — vernici, smalti, impregnanti, oli, detergenti, preservanti — siano di alta qualità e all’avanguardia a livello di tecnologie, con una grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

Detto questo, le piastrelle accompagnano la storia dell’uomo e dell’abitare da millenni. In ceramica, cotto, gres, o come cementine, hanno decisamente passato la prova del tempo. Sono pochi i rivestimenti a poter vantare la stessa longevità — forse solo il legno.
Proprio per questo motivo ci preme proporre un’alternativa. Fermi tutti! Facciamo un passo in dietro. Senza nulla togliere ai benefici della resina per pavimenti, perché non ragionare su un rinnovamento conservativo, invece che su un cambiamento radicale? Perché, dunque, non pensare di dare una svecchiata alle piastrelle con una vernice ad alta resistenza come Floor Prestige?

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A cosa serve la resina per pavimenti?

Una cucina industriale con elementi in acciaio e pavimento in resina

La resina è una delle molte tipologie di rivestimento per pavimenti. Può essere usata al posto delle piastrelle, del parquet, del laminato o del pvc. Si realizza con prodotti a base di polimeri termoindurenti. La caratteristica principale è la possibilità di avere una superficie continua, senza fughe.
Utilizzata soprattutto in ambito industriale e commerciale, si può impiegare sia per interni che per esterni e da tempo si è diffusa anche per uso domestico, essendo molto personalizzabile (nei colori come nelle finiture) e particolarmente adatta all’estetica minimale o industriale di molti stili d’arredo contemporanei.

Tra i suoi pregi troviamo un’alta resistenza, una totale impermeabilità (quindi va bene anche in bagno o in cucina), uno spessore ridotto e una buona facilità di pulizia. Inoltre si può applicare su pavimentazioni già esistenti.
È tuttavia essenziale che la posa sia eseguita a regola d’arte, perché ogni minimo difetto, su una superficie continua, è molto visibile.

Viene spesso suggerita come soluzione rapida ed efficace a chi vuole rinnovare un pavimento a piastrelle. Ma siamo sicuri che non ci siano alternative più rapide per valorizzare degli elementi senza tempo come le piastrelle? È una domanda retorica, ovviamente, perché l’alternativa esiste eccome, e si chiama Floor Prestige.
Si tratta di una vernice materica ad alta resistenza prodotta da Rio Verde e specifica per pavimenti in ceramica, grès, pietra, cemento, cotto e persino legno.
Facile da applicare (anche senza primer!), arriva in cinque colori di tendenza: Tortora, Papiro, Cemento, Piombo e Antracite. Si possono usare per ridare nuova vita alle piastrelle, magari decorandole con degli stencil per avere un effetto cementina.

Quanto costa il pavimento in resina al mq?

Un rullo sta passando della resina su un pavimento, con del nastro di carta che protegge battiscopa e parte del pavimento

I prezzi vanno solitamente dai 12/13 Euro al mq per i pavimenti industriali più sottili in su fino a superare abbondantemente i 100 Euro al mq per gli interventi più complessi. Per un’abitazione si può calcolare una media di 40/50 Euro. Ma sono molte le variabili da considerare (tipo di prodotto, dimensione della superficie, difficoltà della posa, resa al mq), ed è quindi difficile stabilire un costo preciso. Si può tranquillamente arrivare a cifre molto più alte.

Che differenza c’è tra resina epossidica e poliuretanica?

Un operaio di cui si vede solo un braccio e parte del corpo sta spandendo della resina su un pavimento

Le due principali famiglie di resine per pavimenti sono la resina epossidica e la resina poliuretanica.
La resina epossidica è un polimero termoindurente con reazione a freddo. Generalmente è costituita da due componenti: la resina base e l’indurente. Una volta miscelati, si induriscono formando uno strato vetrificato caratterizzato da una certa elasticità. Ha molti utilizzi (non solo pavimenti) per via dell’ottima resistenza e delle sue proprietà isolanti. È inodore e priva di solventi.
La resina poliuretanica può essere sia bicomponente che monocomponente, e a base d’acqua o di solventi. È molto più resistente agli sbalzi di temperatura e ai raggi UV rispetto alla resina epossidica, ma è più soggetta a graffi, abrasioni e urti.

A livello di impatto ambientale è sicuramente preferibile un intervento su piastrelle già esistenti con vernici a base acquosa, come Floor Prestige, che è anche priva di formaldeide e di stirene. Inoltre è idonea per locali soggetti alla normativa HACCP.

Quali sono gli svantaggi delle resine?

Un uomo in pantaloncini corti sta ricoprendo un pavimento con la resina in un'abitazione

Come abbiamo visto, la resina per pavimenti offre molti vantaggi in termini di resistenza, personalizzazione, igiene e manutenzione. Ma ci sono anche degli svantaggi.

  • Può graffiarsi facilmente. Tacchi, oggetti che cadono, sassi incastrati sotto le suole delle scarpe, le unghie degli animali, i giocattoli dei bambini: sono tutti potenziali nemici. Nonostante la grande resistenza, il pavimento in resina può graffiarsi.
  • Non è esente da spaccature, cavillature e “sbollature” (cioè il distacco di piccole porzioni di pavimento). Pur essendo elastica, la resina può spaccarsi e fessurarsi. Ciò non è da imputarsi al materiale in sé ma può avere diverse cause: posa eseguita male; problemi al massetto; movimenti del fondo di posa; infiltrazioni di umidità; dilatazioni termiche dovute al riscaldamento a pavimento (che invece le piastrelle assorbono meglio).
  • Ingiallisce col tempo. L’azione dei raggi UV del sole causa cambiamenti cromatici sulle resine epossidiche. Si possono comunque rallentare utilizzando specifici prodotti con speciali filtri UV.
  • Potrebbe consumarsi. L’uso costante e continuo causa segni di usura e un invecchiamento precoce della resina. È un problema che tuttavia è piuttosto raro negli ambienti domestici. È invece abbastanza frequente negli spazi commerciali e industriali.
  • La superficie uniforme rende le imperfezioni più visibili. Su un pavimento a tinta unita, soprattutto se lucido, ogni singolo cambiamento superficiale risalta molto di più rispetto a un pavimento piastrellato o in legno.

 

Come accennato prima, il riscaldamento a pavimento potrebbe generare spaccature sulla superficie in resina qualora non si siano previste tutte le contromisure necessarie, come ad esempio degli appositi pannelli che assorbano i movimenti causati dalla dilatazione termica.
I grattacapi potrebbero aumentare nel caso si decida di rivestire in resina un pavimento a piastrelle riscaldato. Questo perché le fughe, che normalmente assorbono le dilatazioni, ad alte temperature potrebbero subire delle microscopiche lesioni, che si andrebbero però a trasmettere sullo strato soprastante di resina.

Quanto tempo occorre per l’installazione di un pavimento in resina sopra le piastrelle?

Camera da letto lussuosa con pareti grigie rivestite in legno, grande lampadario circolare dorato e pavimento a piastrelle con decorazioni geometriche di diversi colori

La soluzione del rivestimento in resina sopra alle piastrelle viene solitamente scelta per la sua rapidità. Invece di rimuovere le mattonelle si può andare direttamente a ricoprirle, risparmiando molto tempo.
Innanzitutto occorre pulire e levigare le piastrelle, così da favorire l’adesione della resina. In molti casi, visto che il gres e il cotto potrebbero “rifiutare” la resina, si impiega un primer. Questo solitamente asciuga in circa 24 ore. Un altro passaggio che potrebbe rivelarsi necessario è la stuccatura di ogni singola fuga (ma esistono anche prodotti e tecniche, come l’utilizzo di una retina, che consentono di evitare questo lungo lavoro). In totale tutta l’operazione richiede un minimo di 48/72 ore per una stanza di dimensione piccole e medie.

Le vernici per pavimenti Floor Prestige di Rio Verde, invece, non necessitano di primer. Basta rimuovere polvere e sporco, ad esempio con una scopa e con l’acetone. Per le fughe servirà invece una spazzola in acciaio, o un utensile simile. Poi si applicherà direttamente il prodotto. Per l’asciugatura 4 ore saranno abbastanza, e si potrà quindi procedere con le mani successive (almeno 3 per i pavimenti). Per l’essiccazione finale occorreranno dalle 24 alle 72 ore.
Nel caso di pavimenti sottoposti a grandi sollecitazioni, come palestre e locali commerciali, può essere preferibile adoperare il Promotore di Adesione RY 0406, che si aggiunge direttamente alla vernice e ne favorisce le prestazioni di ancoraggio.
Le tempistiche saranno, in ogni caso, generalmente minori rispetto al rivestimento in resina.

Quanto dura un pavimento in resina?

Bagno minimale e lussuoso con pareti grigio scuro e pavimento a piastrelle disposte a spina di pesce di varie tonalità di grigio

È difficile stimare la durata di un pavimento in resina perché, come per ciò che concerne i costi, i fattori in ballo sono molti: qualità dei prodotti e della posa, condizioni ambientali (umidità, esposizione al sole, ecc.), quantità di “stress” a cui è sottoposto il pavimento, eventuali incidenti.
Si può dire che un lavoro eseguito a regola d’arte, con buoni prodotti, in una stanza con umidità e temperature ideali, sottoposto a calpestio domestico normale e ben manutenuto, può superare i vent’anni.
Niente a che vedere, comunque, con le piastrelle, che possono essere potenzialmente eterne.

Come si lavano i pavimenti in resina?

La semplicità di pulizia è uno dei punti di forza del pavimento in resina. Grazie alla sua continuità (non ci sono fughe), l’operazione sarà molto semplice. Dopo aver rimosso la polvere con una scopa o con l’aspirapolvere, basterà utilizzare un comune detersivo. Per l’utilizzo di alcool o candeggina, invece, è necessario informarsi preventivamente, seguendo le istruzioni sul prodotto o quelle fornite dall’installatore, così da evitare eventuali problemi.

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