Vernice per legno, tutte le risposte alle principali domande della Rete

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Rio Verde è la vernice per legno nata per la decorazione e la protezione di questo straordinario materiale nei laboratori hi-tech di Renner Italia. Se stai cercando che tipo di vernice usare per il legno sei sul sito giusto. Esistono tantissime formule, ciascuna nata per una specifica necessità. Non è semplice districarsi in un’offerta così vasta.

Come scegliere la vernice per il legno da interni? Che differenza c’è tra smalto e vernice? A cosa serve l’impregnante per il legno? E inoltre: che cos’è la vernice? A tutte queste domande, che costituiscono le FAQ italiane sull’argomento, proveremo a rispondere in questo post. Se non dovessi trovare il chiarimento che cerchi o se hai altri quesiti, ricorda di scriverci attraverso il form della sezione “L’esperto risponde”. Saremo felici di essere di supporto alla tua attività di verniciatura.

Vernice per legno,
prima di addentrarci

La vernici per legno di Rio Verde nascono come soluzioni per la protezione e la decorazione. L’argomento della verniciatura è molto vasto. La guida che proponiamo in basso non ha la pretesa di essere esaustiva. È anzi una finestra sintetica che cerca di fare chiarezza su alcuni specifici temi. Ti ricordiamo che i nostri esperti sono sempre a tua disposizione tramite la sezione “L’esperto risponde” e la nostra pagina Facebook.

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Che tipo di vernice usare per il legno?

Su alcuni siti scrivono che lo smalto è un prodotto di finitura di interni usato soprattutto su travi e pannelli e che lo smalto può essere trasparente o colorato. Dacci retta: quando leggi cose del genere, cambia sito…

Lo smalto (vernice laccata) è una vernice coprente. Sempre. Non esistono smalti trasparenti. Sono smalti le finiture pigmentate che non lasciano intravedere la vena del legno. Se una vernice è trasparente o incolore rientra nella categoria delle cosiddette vernici mordenzate. È una questione di lessico. O di gergo. Anche se, ne siamo consapevoli, si fa una gran confusione sul termine mordenzato o mordente. Tuttavia un buon vocabolario della lingua italiana ci può venire in soccorso. Prendiamo quello della Treccani. Alla voce mordente troviamo: «Nella tecnica: a. Ogni sostanza (sali di alluminio, di ferro, di stagno, ecc., acido tannico, citrico e tartarico) atta a fissare, sotto forma di combinazione insolubile, le materie coloranti». Ma se ci spingiamo più in là troviamo: «Soluzione acquosa o alcolica di coloranti che serve a dare colore a superfici assorbenti, spec. legno, lasciando in vista la venatura: m. noce, m. mogano». Dunque, dire che uno smalto (ovvero una vernice per legno che non lascia intravedere la venatura) possa essere trasparente è errato.

Le vernici trasparenti possono avere al loro interno i pigmenti, così da lasciare intravedere la naturale bellezza del legno, ma conferendole una colorazione.

Pensa a una vecchia porta color castagno, magari realizzata in legno di abete. In questo caso si parla di vernice mordenzata color castagno.

La vernice incolore invece lascia intatta l’estetica del manufatto in legno. La protegge senza modificarne la colorazione.

Ma adesso torniamo alla domanda originaria: che tipo di vernice usare per il legno? Ci dispiace, ma la verità è che non esiste una risposta precisa (una vernice specifica) a una domanda così generica.

Le diverse tipologie di vernici che possono essere proposte dipendono da una vasta serie di variabili.

  • Serve una finitura da interno o da esterno?
  • Che aspetto estetico si vuole raggiungere?
  • Si desidera realizzare qualche effetto speciale (doratura, shabby-chic, cromatura, marmorizzato, etc.?
  • L’oggetto verniciato dovrà resistere al sole, alla salsedine, alla pioggia, al gelo, allo smog?
  • Vuoi una finitura bianca, ma dovrà essere iningiallente.
  • La vernice che ti occorre deve essere fungicida, antimuffa, anti tarlo, anti termite?
  • Stai cercando un effetto tattile particolare, come il soft-touch?
  • Desideri una vernice ecologica?
  • Desideri una vernice all’acqua o una vernice a solvente?
  • Vuoi applicare a pennello, a rullo, a spruzzo, a straccio?
  • Che tipo di legno utilizzerai?
  • Che resa in termini di design stai cercando? Una finitura opaca? Una finitura satinata? Oppure una finitura lucida, un effetto luminoso, brillante.

Sono soltanto alcune delle domande che ti verranno poste da un vero consulente della verniciatura del legno. Un esperto che ti guiderà alla scelta della vernice idonea alle tue necessità. Per questo, in Rio Verde crediamo nell’importanza del negozio di prossimità al cui interno troverai personale preparato e capace di guidarti.

Come verniciare legno da esterno?

Vuoi conoscere i segreti per trattamento e verniciatura da esterno? In questo caso è determinante il fattore durata nel tempo. Esposti alle intemperie troviamo arredi da giardino; serramenti (come finestre, persiane, scuri e portoni); rivestimenti; recinzioni; strutture; casette; arredi urbani…

Su come verniciare il legno da esterno abbiamo scritto fiumi di post in questo blog, con particolare attenzione a come proteggere i mobili da giardino in legno.

Il filo conduttore è sempre lo stesso: un buon ciclo di verniciatura aumenta notevolmente la durata dei manufatti in legno. E di conseguenza ne ritarda la fatica della manutenzione o gli oneri del binomio vernice prezzo.

Se devi decidere come verniciare legno da esterno devi innanzitutto stabilire cosa ti aspetti di trovare in una buona vernice: resistenza all’umidità, agli agenti atmosferici (come pioggia e neve), ai raggi UV del sole sono il minimo sindacale che si possa richiedere a un preservante, un impregnante, un fondo o una finitura da esterno. Questi sono i principali nemici del legno. Oltre che il fuoco. Per una maggiore sicurezza, infatti, potrebbe essere importante valutare l’impiego di una vernice ignifuga. Ma questo è un altro discorso.

La linea Rio Verde ha in gamma vernici all’acqua per esterno e vernici a solvente per esterno in grado di soddisfare ogni esigenza. Inoltre, propone una serie di oli per esterno che si autoconsumano e non screpolano. In sostanza, quando dovrai fare la manutenzione, potrai sovraverniciarli evitando la carteggiatura.

Per una migliore protezione suggeriamo di comporre il proprio ciclo di verniciatura con prodotti idonei al tipo di legno e di esposizione. Se hai un dubbio, chiedi in ferramenta o colorificio. Oppure contattaci attraverso il form “l’esperto risponde” su questo stesso sito.

Per il trattamento di arredi da giardino e serramenti in legno suggeriamo di utilizzare sempre vernici all’acqua. Prestazioni top e basse emissioni in atmosfera ti consentiranno di ottenere i risultati sperati, dando una mano all’ambiente.

Tutte le nostre vernici all’acqua per esterno sono

  • Molto elastiche
  • Estremamente resistenti
  • Non infiammabili
  • Rapide in essiccazione
  • Iningiallenti
  • Idrorepellenti
  • Eleganti

Puoi applicarle con pennello, a spruzzo, a rullo e nel caso dei prodotti gel anche con una spugna. Vuoi mettere la comodità sotto le travi o le pergole?  Ma veniamo a una sintetica disamina delle varie tipologie di prodotto.

Preservante biocida

Prima di iniziare valuta se vuoi proteggere il legno dall’attacco di muffe, funghi e insetti xilofagi (tarli e termiti). In questo caso ti consigliamo di utilizzare una prima mano di Preservante Antitarlo e Antitermite. È un prodotto trasparente che oltre tutto frena i fenomeni di ingrigimento e chiazzatura, aumenta la stabilità del legno, riduce ritiri e rigonfiamenti. Inoltre, rispetta la normativa europea sui biocidi. Ed è registrato secondo il Reg. EU 528/2012 (BPR) n° di applicazione (PT8): BC-UY023236-06/1.

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Impregnante

Rio Verde ha impregnanti di tutte le tipologie. Impregnanti all’acqua e impregnanti a solvente, anche effetto cera. Senza dimenticare l’impregnante gel. Questa categoria di prodotti è sempre trasparente (ma in varie colorazioni). Lascia quindi intravedere la vena del legno. A cosa serve l’impregnante? È presto detto. Penetra all’interno del legno e mette in sicurezza la lignina, ovvero la principale molecola di questo materiale organico. Inoltre è uno schermo rispetto a agenti biologici e agenti atmosferici. Dal punto di vista estetico colora in maniera omogenea ed è propedeutico all’applicazione delle finiture.

Finitura

Anche qui la linea si compone di formulazioni all’acqua, a solvente, gel, effetto ceroso. Le finiture per legno, specialmente quelle laccate e non trasparenti, schermano ulteriormente il legno dalla radiazione ultravioletta. Bloccano la penetrazione dell’acqua. Sono elastiche, morbide e fanno respirare il legno. Dal punto di vista estetico si dividono in smalti e finiture trasparenti, a seconda che siano totalmente coprenti o che lascino intravedere la venatura del legno. La cartella colori Rio Verde è molto ben assortita. Vi sono sia i colori pastello di tendenza, sia i best-seller della verniciatura mordenzata-trasparente.

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Oli

Un paragrafo a parte spetta agli oli per legno. Stanno prendendo sempre più piede anche nel campo della verniciatura industriale. Il motivo è intuitivo: semplificano la manutenzione perché non richiedono carteggiatura. Verniciare senza carteggiare è davvero smart. Dal punto di vista prestazionale gli oli sono eccellenti. Contengono assorbitori UV e catturatori di radicali liberi per dare del filo da torcere allo stress solare. Non a caso vengono impiegati soprattutto per decking e bordo piscina.

Cos’è la vernice?

Facciamo un passo indietro. Può sembrare stravagante, ma in Italia molti cercano di capire tramite Internet cos’è la vernice. O cos’è la verniciatura. Oppure ancora: che tipi di vernici ci sono. Andiamo con ordine. La risposta più pura alla prima domanda consiste in: la vernice è un materiale generalmente liquido (ma esiste anche la verniciatura in polvere) che viene steso su una superficie (legno, muro, metallo, plastica, vetro, cemento, pietra, mattone, etc.) allo scopo di renderla più bella, più resistente o per conferire altre caratteristiche (conduttività, ignifugazione, opacità, brillantezza, effetto seta, etc.). Insomma, la vernice è un po’ come il vestito di un manufatto. Non a caso si parla anche di rivestimento.

Affinché avvenga la verniciatura
occorrono quattro elementi

supporto-legno-da-verniciare

un supporto idoneo da trattare

prodotto-verniciante

uno o più prodotti vernicianti

ciclo-verniciatura

un ciclo di verniciatura adeguato a centrare gli obiettivi del verniciatore

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uno strumento di applicazione

Tipi di applicazione della vernice

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a distensione (pennello, rullo, straccio / panno)

pittura-spruzzo

a spruzzo

pittura-immersione

per immersione

pittura-elettroforesi

per elettroforesi anodica e catodica

Le caratteristiche che un verniciatore può porsi come obiettivo da raggiungere trattando la superficie riguardano

  • la copertura
  • il colore
  • la lucentezza / opacità
  • la levigatezza
  • l’adesione
  • proprietà fisiche e meccaniche come durezza, resistenza all’usura, all’abrasione, al graffio
  • durabilità
  • resistenza ad agenti atmosferisci
  • resistenza ad agenti chimici
  • resistenza alla corrosione
  • resistenza agli agenti di degrado biologici (funghi, muffe, insetti)
  • scarse emissioni

La vernice realizza tali obiettivi una volta essiccato il veicolo liquido (essiccazione fisica per evaporazione del solvente o chimica per reticolazione), lasciando sul manufatto un residuo solido chiamato pellicola. È difficile che un solo prodotto verniciante soddisfi le necessità dell’applicatore. Per questo si compone un ciclo di verniciatura che essenzialmente si distingue in tre diversi momenti:

  • primer: impregna la superficie, la “sigilla”, la protegge e si prepara all’applicazione di un secondo strato
  • undercoat: è il cosidetto passaggio “intermedio” che conferisce spessore
  • topcoat: è la fase finale che rivela l’output estetico

Che tipi di vernici ci sono?

Veniamo ora all’altro quesito: che tipi di vernici ci sono? Nell’industria del legno le vernici si distinguono in macro categorie in base alla formulazione: vernici all’acqua o vernici a solvente (in questa sede non ci occupiamo di vernici in polvere).

Le vernici a base acqua possono essere

  • Vernici ecologiche con materie prime di derivazione vegetale
  • Vernici UV (ovvero a essiccazione UV)

Le vernici a base solvente possono essere

  • Vernici ecologiche
  • Vernici poliuretaniche
  • Vernici poliesteri
  • Vernici nitro
  • Vernici acriliche
  • Vernici UV (ovvero a reticolazione UV)
    • Prodotti UV acrilici
    • Prodotti UV poliesteri
    • Prodotti UV poliacrilici

Talvolta il termine vernice viene considerato sinonimo di smalto (soprattutto nel mondo del parquet). In questi casi per vernice si intende un prodotto coprente, che non lascia intravedere la venatura del legno. Si parla anche di vernici laccate o pigmentate. Ma, come abbiamo scritto in alto, in realtà è improprio utilizzare la parola vernice come sinonimo di smalto poiché i mordenti sono sempre vernici.

Realizzare una vernice è come realizzare una ricetta in cucina. Esistono gli chef (i chimici), le pentole (le vasche), le fruste (i miscelatori) e ovviamente gli ingredienti.

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Formulazione delle vernici

I principali “ingredienti” delle vernici sono tre:

La resina

La resina, definita anche legante, ovvero l’elemento più importante poiché essiccando o indurendo genera la pellicola protettiva e decorativa. Ha funzioni di adesione e protezione. Esistono tantissime tipologie di resina.

Le vernici a base solvente possono essere

  • resine alchiliche – molto brillanti, mantengono il colore, resistono ai raggi UV, resistono al calore, durabilità inferiore a poliuretaniche, poliacriliche e poliesteri
  • resine acriliche – ottime stabilità fotochimica, inerzia chimica e stabilità idrolitica, resistenti alle oscillazioni di temperatura, stabili di lucentezza e tonalità, scarse capacità di adesione
  • resine epossidiche – capacità indurente, buona adesione, tendenza a sfarinare e a ingiallire, proprietà isolanti e anticorrosive
  • resine poliuretaniche – resistenti all’abrasione, ottima durabilità, eccellente stabilità del colore
  • resine viniliche (termoplastiche) – resistenti agli agenti chimici e agli agenti di degrado ambientale
  • resine amminiche – resistenti agli agenti chimici, stabilità della colorazione anche ad alte temperature
  • resine poliestere – buona adesione, resistenti agli impatti, non troppo resistenti ine sterno
  • inoltre esistono anche resine poliestere sature, resine poliestere insature, resine fenoliche, resine siliconiche

Il solvente

il solvente (mezzo disperdente) rende il prodotto fluido per far sì che possa essere agevolmente applicato sulla superficie trattata; le proprietà chimiche e fisiche della vernice (soluzione) dipendono dalla quantità di soluto (gli altri ingredienti) e di solvente. Il solvente in sostanza dissolve la resina per consentire la stesura cui segue l’evaporazione. Se la velocità di evaporazione è scarsa, favorisce la stesura, ma aumenta il rischio di colature e complica la produttività; se la velocità di evaporazione è eccessiva, complica la distensione.

La carica

la carica è un materiale inerte usato come riempitivo. Si tratta di una componente importante poiché l’estetica finale è strettamente connessa a questa materia prima

A un secondo livello di importanza (ma la gerarchizzazione è un esercizio retorico), vi sono i pigmenti e gli additivi.

A cosa servono i pigmenti nelle vernici è presto detto. Innanzitutto conferiscono il colore e l’opacità. Poi hanno altre funzioni accessorie: contribuiscono alla durezza, resistono alla radiazione UV, aumentano anche la capacità di risposta alla corrosione e all’abrasione. La loro presenza riduce l’impatto degradativo della radiazione solare sulle resine.

Quanto agli additivi, l’elenco delle funzioni sarebbe lunghissimo. Qui ci limitiamo a dire che gli additivi possono essere essiccativi, catalizzatori, regolatori di PH, reologici, conservanti, antischiuma, anti microbici, anti vegetativi, agenti di bagnamento.

Una buona vernice
vanta ottime performance in termini di

durata (vita utile)

bagnabilità (buona adesione)

impermeabilità (in senso lato: non solo all’acqua, ma a tutti gli agenti atmosferici)

viscosità (ovvero l’attrito interno agli strati molecolari della vernice

elasticità

resistenze (a ogni agente di potenziale degrado)

Che differenza c’è tra pittura e vernice?

A questo punto abbiamo chiarito (almeno speriamo) cos’è una vernice. Nella lingua italiana c’è però un termine che spesso viene utilizzato come sinonimo di vernice. Si tratta della pittura. Ebbene, che differenza c’è tra pittura e vernice?

Essenzialmente gli ingredienti descritti nel paragrafo precedente appartengono a entrambe le famiglie. La distinzione sta nella preminenza. Mentre nelle vernici la parte del leone la fa la resina (legante), nelle pitture è la carica a essere preponderante.

Da ciò deriva anche l’evidenza che, in linea di massima, le vernici costano di più delle pitture (tipicamente murali).

Che differenza c’è tra smalto e vernice?

Un’altra curiosità che viaggia molto online riguarda questo interrogativo: che differenza c’è tra smalto e vernice? È molto simile al dubbio di cui abbiamo scritto più in alto (che differenza c’è tra pittura e vernice). Il punto è che nell’italiano corrente i termini “pittura, smalto e vernice” sono erroneamente utilizzati come sinonimi. Pur avendo punti di contatto (si tratta sempre di rivestimenti destinati alla decorazione e alla protezione di una superficie), in realtà hanno significati differenti.

Veniamo al punto. Lo smalto è un tipo di vernice. Quindi la vernice è la macro categoria che, in funzione del risultato estetico coprente, racchiude gli smalti. Sia gli smalti all’acqua che gli smalti a solvente, sia ben inteso.

Per coprente intendiamo la capacità di non lasciare intravedere il supporto. Nel caso del legno trattato con smalto, dunque, non si vedrà la venatura. Al contrario delle vernici mordenzate che, viceversa, lasciano intravedere la venatura. Per l’alta quantità di pigmenti, lo smalto (vedi soprattutto l’applicazione su serramenti esterni) resiste più decisamente alle intemperie. Una finestra o una persiana smaltate in linea generale hanno vita più lunga rispetto a un oggetto trattato con vernice trasparente. Ciò dipende soprattutto dalla maggiore capacità di resistenza alla radiazione UV dei pigmenti.

Per concludere il tema, vogliamo anche spendere qualche riga su un argomento in qualche modo connesso. C’è chi impropriamente chiede: che differenza c’è tra lavabile e smalto? Come se la qualità “lavabile” fosse in antitesi con la famiglia degli smalti. Ma una vernice lavabile può essere sia trasparente (quindi una vernice mordenzata) che laccata (quindi uno smalto).

Dal punto di vista chimico queste vernici, all’apparenza traslucide, hanno in formula un alto contenuto di resina acrilica auto emulsionante. È questo speciale legante che rende una vernice lavabile, non altro. Quindi uno smalto a giusta ragione può essere lavabile. Nel mondo delle pitture murali, per esempio, la lavabilità è fattore che accomuna molti smalti. In quel caso l’attributo “lavabile” è agli antipodi rispetto alla qualità “traspirante”. Più una pittura è traspirante, meno è lavabile.

Nel settore arredo la lavabilità è una caratteristica che accomuna moltissimi mobili: siano essi trattati con vernici trasparenti o con smalti.

Che cos’è una vernice poliuretanica?

Alla domanda che cos’è una vernice poliuretanica abbiamo parzialmente già dato risposta nel paragrafo in cui parliamo diffusamente di vernice. Inoltre, della distinzione tra una vernice poliuretanica e una vernice all’acqua abbiamo già scritto in questo post.

Occorre tuttavia approfondire, anche perché il tema può risultare comprensibilmente ostico. Anche in questo caso proviamo a semplificare.

Quando si parla di vernici poliuretaniche tradizionalmente si intendono vernici a base solvente bicomponenti. Si tratta dunque di formulati con resine alchidicheche vanno fatte reagire con appositi catalizzatori (detti anche indurenti) a base di isocianati. La reazione crea il gruppo uretanico.

Tuttavia, volendo essere precisi, anche le vernici all’acquaposso creare un gruppo uretanico. Solo che in questo caso la resina di partenza generalmente è acrilica. Quando tali prodotti sono catalizzati con isocianati creano anch’essi un film poliuretanico; anche se la vernice di partenza è a base acqua.

Le vernici all’acqua poliuretaniche monocomponenticontengono al loro interno una resina parzialmente uretanizzata. Non hanno bisogno di catalisi. I prezzi delle vernici poliuretaniche monocomponenti sono di tendenza più alti della media dei prodotti a base acqua.

Il vantaggio delle vernici poliuretaniche monocomponenti sta tutto nella maggiore comodità di utilizzo. Senza la catalisi si salta un passaggio: quello della miscelazione. Ma dal punto di vista strettamente prestazionale (e ci riferiamo sia alle resistenze che alla resa estetica) i prodotti monocomponenti non sono superiori alle vernici poliuretaniche bicomponenti. Anzi

La vernice poliuretanica è ancora il prodotto maggiormente utilizzato nel mondo dell’arredo. Le finiture realizzabili con questi ritrovati sono innumerevoli e soddisfano altrettanti desiderata di designer e verniciatori. Le vernici poliuretaniche non sono naturalmente utilizzate soltanto nel mondo del mobile e dei complementi. Esistono vernici poliuretaniche per serramenti, vernici poliuretaniche per arredi da giardino e rivestimenti e vernici poliuretaniche per parquet. Chiaramente il nostro focus è sempre orientato sul settore legno.

A proposito, molti hobbisti si chiedono anche come rimuovere la vernice poliuretanica. Le tecniche di sverniciatura sono le stesse delle altre vernici per legno. La sverniciatura può avvenire attraverso l’asportazione meccanica (pistole termiche, levigatrici e abrasivi) o sverniciatori chimici.

Gli sverniciatori chimicisciolgono la vecchia pellicola con una reazione, agiscono rapidamente e vanno coadiuvati con una spatola (o una spazzola) per la rimozione. Non sono semplicissimi da gestire per l’utente privato soprattutto se si ragiona in chiave di scarti. In ogni caso è sempre opportuno assicurarsi di utilizzare lo sverniciatore chimico solo in locali adeguatamente ventilati. Nel caso in cui la ventilazione fosse scarsa, meglio ricorrere ad altre tipologie di sverniciatura oppure ricorrere a sverniciatori chimici all’acqua (e quindi a scarse emissioni).

Le pistole termichescaldano la vecchia pellicola con un getto d’aria calda, la sollevano e vanno coadiuvati con un raschietto. Sono semplici da gestire per chi non teme il lavoro di gomito.

Gli abrasivi come la carta vetrata rimuovono la vecchia pellicola con l’attrito meccanico. In questo caso occorre essere disposti a sopportare tanta fatica, ma la sensibilità del lavoro manuale consente di ottenere un risultato più apprezzabile su un materiale delicato come il legno

Per le levigatrici vale lo stesso discorso degli abrasivi, ma in questo caso si tratta di elettroutensili che consentono di risparmiare fatica. Ovviamente però perdono di sensibilità e occorre prestare maggiore attenzione per non rovinare il manufatto.

In questa sezione non ci occupiamo di come applicare la vernice poliuretanica per un semplice motivo: possono essere impiegati tutti i mezzi.

Cosa serve per verniciare il legno?

Diamo per scontato che, se ci si chiede cosa serve per verniciare il legno, si è alle prime armi. Siamo cioè al cospetto di un hobbista, poiché un professionista si presume che non abbia questo dubbio. Come colorare i mobili in legno, come mordenzare il legno, come si dipende in legno grezzo, come verniciare un mobile di legno lucido… Quando ci si accosta per la prima volta alla verniciatura di una porta, una finestra, una credenza, un tavolo o qualsiasi supporto in legno è normale avere dubbi.

In realtà su questo sito vi sono tantissimi articoli che spiegano com’è semplice raggiungere i risultati sperati con poche dritte e i prodotti adeguati. Sul nostro canale www.youtube.com/renneritalia, nelle playlist della gamma Rio Verde, sono state pubblicati anche numerosi video tutorial. La verniciatura del legno in sé e per sé è un’attività semplice e divertente. Non si può dire certo la stessa cosa per la preparazione della superficie da trattare. Quasi sempre si tratta di un’operazione lunga, noiosa e faticosa.

Ma veniamo agli strumenti indispensabili per la verniciatura fai da te.

  • Idee chiare / Spazio e condizioni ambientali adeguati
  • Cartone o pellicola di protezione dalla pittura
  • Tool per la carteggiatura / Sverniciatura
  • Pennello
  • Scotch-brite
  • Vernice per legno
  • Creatività

Idee chiare / Spazio e condizioni ambientali adeguati

Verniciare il legno, per quanto possiate essere precisi e attenti, significa comunque sgocciolare e quindi sporcare. Rio Verde ha in gamma impregnanti gel che riducono al minimo questo problema. Ma questa è un’altra storia. Quando vi accingete a verniciare, selezionate prima uno spazio che tenga conto di questo problema. E di altri due: la vernice deve essiccare. Quindi occorrono condizioni climatiche che favoriscano questo fenomeno. Ma attenzione: non verniciare all’esposizione diretta dei raggi solari. Insomma, meglio verniciare all’aperto, sotto una tettoia, in una giornata con non troppa umidità nell’aria. Occorre avere le idee chiare sia su come verniciare il legno sia sul risultato finale che si vuole ottenere.

Cartone o pellicola di protezione dalla pittura

In commercio esistono strumenti per non esporre il pavimento alle gocciolature della vernice: cartoni o pellicole protettive sono un buon modo per cominciare. Andiamo oltre.

Tool per la carteggiatura / sverniciatura

Nessun problema quando il manufatto che vogliamo verniciare è nuovo. Su legno grezzo basta opacizzare, ovvero passare la carta vetratacon grana sottile cercando di assecondare le venature. Non si sottovaluti mai la successiva fase della pulizia. È meglio sempre avere a portata di mano un pennello esclusivamente per spolverare e lasciare pulita l’area che s’intende verniciare. Non c’è niente di peggio che verniciare sulla polvere della carteggiatura. Può sembrare superfluo ricordarlo, ce ne rendiamo conto. In realtà si tratta di un errore piuttosto comune.

Se il legno è già verniciatore allora si deve procedere con la sverniciatura. E qui iniziano i dolori… Ci sarà da spendere un po’ di energia. Ci si può armare di abrasivi, pistole termiche, levigatrici e sverniciatori chimici. Per capire quale strumento fa più al caso vostro, leggete l’articolo più in alto. In ogni caso, alla fine dovrete sempre procedere con al pulizia.

Pennello

Una volta completata l’asportazione di polvere e sporco, si può finalmente procedere con la verniciatura. Siccome ci stiamo rivolgendo a un pubblico che muove i primi passi, omettiamo di ragionare sulla verniciatura a spruzzo. Questi contenuti sono rivolti a chi vernicia a pennello. A proposito, che pennello scegliere? In commercio ne esistono di tutti i tipi e di tutti i prezzi. Il nostro consiglio è quello di spendere il giusto per acquistare un pennello che non perda la setole. È il secondo cruccio del verniciatore della domenica: la setola incollata dalla vernice sul supporto. Quando avviene è molto seccante. Ma non dipende dalle capacità del verniciatore, bensì dalla qualità del pennello. E allora: prezzo giusto per pennello giusto! Negli store dove potete acquistare le vernici per legno Rio Verde trovate anche pennelli per vernici all’acqua e pennelli per vernici a solvente. Le setole dei primi sono di materiale sintetico. Nel secondo caso si preferisce utilizzare setole animali.

Lo scotch-brite

Servirà a delimitare le aree del manufatto da verniciare. Immancabile per evitare sbavature e imprecisioni.

Vernice per legno

Sulla scelta della giusta vernice per legno ci vorrebbe un’enciclopedia. Basta sfogliare la sezione prodotti di questo sito per valutare le opportunità offerte da una range professionale. Proviamo a ragionare per sommi capi su quale vernice scegliere per trattare il legno. Innanzitutto decidiamo se vogliamo una vernice a solvente o una vernice all’acqua. Sfatiamo un mito: i risultati estetici e prestazionali raggiunti dalle vernici all’acqua sono perfettamente comparabili a quelli della tradizione a solvente. Di più: in esterno le vernici all’acqua durano di più. Gli oli per esterno, peraltro, garantiscono una manutenzione successiva che non necessita di carteggiatura. Un bel vantaggio in termini di fatica risparmiata… Noi suggeriamo sempre (caldamente) di utilizzare vernici all’acqua per ridurre l’impatto di emissioni in atmosfera. Occorre prendersi cura dell’ambiente.

Scelta la formulazione, guardiamo ora al risultato estetico principale: si desidera una finitura coprente o trasparente? Nel primo caso andremo a utilizzare uno smalto, nel secondo un mordente. Ma prima, magari, si vorrà scegliere di proteggere e curare il legno. E allora è importante utilizzare il Preservante Antitarlo Antitermite. Si tratta di un prodotto che previene e che cura. Valido per esempio per la verniciatura delle travi o dei mobili tarlati. Se il motivo della verniciatura è proprio quello di curare l’oggetto in legno aggredito da insetti xilofagi, funghi o muffe, è importante utilizzare un prodotto biocida. Uno spettro di fungicidi è generalmente presente negli impregnanti all’acqua. In gamma Rio Verde ne ha di eccellenti. Sia classici (con le colorazioni bestseller, siamo nel campo delle nuance trasparenti-mordenzate, ovviamente) che cerosi che gel. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Superate le fasi iniziali del primer preservante e dell’impregnante, allora si può pensare al design con la scelta della finitura. Qui si apre un mondo. Le finiture all’acqua classiche sono trasparenti e ricalcano, in termini di colorazione, le mordenzature degli impregnanti. Esistono ovviamente anche le finiture effetto cera. Ma quando si parla di finitura all’acqua si parla anche di smalti. E qui, oltre agli smalti universali della tradizione (i colori tipici da persiana italiana, per intenderci) Rio Verde propone vernici per legno colori pastello di apprezzata resa estetica. Ci riferiamo agli smalti materici della gamma Vintage Prestige che, come gli smalti metallizzati della gamma Golden Prestige, peraltro possono essere applicati anche su tanti altri materiali come il vetro, la plastica, il metallo, la pietra, la ceramica…

Insomma, sono questi gli strumenti indispensabile per verniciare il legno. Su tutti però domina uno che possiedi solo tu: la creatività.

A cosa serve l’impregnante per il legno?

In questo paragrafo cercheremo di capire cos’è un impregnante per legno, a cosa serve e come si applica. Tra i non esperti si fa spesso molta confusione tra impregnante e finitura, tra impregnante e smalto, tra impregnante e flatting. In realtà nel mondo delle vernici l’impregnante è un formulato con una sua identità precisa. Qui cercheremo di metterla a fuoco.

Cos’è un impregnante per legno?

L’impregnante per legno è un liquido a bassa viscosità trasparente o pigmentato.

A cosa serve?

Protegge il legno dal deterioramento causato dall’azione di funghi, muffe e radiazioni UV. Questo è sempre vero nel caso degli impregnanti della gamma Rio Verde che contengono specifici additivi. Altra funzione è quella della colorazione. Nel caso di cicli di verniciatura mordenzati (ovvero capaci di lasciare intravedere la vena del legno) l’impregnante conferisce la colorazione primaria che, successivamente, verrà tonalizzata da eventuali altri prodotti di finitura (fondi, intermedi, finiture, etc.). Nel caso di cicli di verniciatura laccati (ovvero coprenti / smalti) l’impregnante aiuta a raggiungere la copertura di colore desiderata. Nei cicli laccati l’impregnante isola legni estrattivi. In altri termini: l’impregnante contribuisce a bloccare il trasudamento di sostanze resinose, tannini e estrattivi vari che comprometterebbero l’estetica finale del manufatto ligneo.

Come si applica l’impregnante?

L’impregnante si applica a pennello, straccio, spruzzo-straccio, flow-coating, doccetta e immersione previa preparazione del supporto con le operazioni di carteggiatura e calibrazione. Nel mondo del fai da te non è raro applicare l’impregnante in più mani. Non si tratta di un’operazione sbagliata al fine di raggiungere la colorazione desiderata. Tuttavia, è sempre consigliato completare la verniciatura con un prodotto di finitura che garantisca il mantenimento del colore appena applicato. Infatti, la resina contenuta nella formulazione delle finiture, rispetto a quella dell’impregnante, è sempre garanzia di una maggiore resistenza alle intemperie e al trascorrere del tempo.

Gli impregnanti possono essere suddivisi
in due specifiche categorie

primer preservanti

sono votati esplicitamente alla protezione del legno dall’azione fungina e insettivora

impregnanti classici

prodotti vernicianti con moderato potere fungicida, ma con spiccate proprietà estetiche e isolanti

A un impregnante classico vengono richieste

Uniformità di colorazione

Nitidezza

Scorrimento

Costanza di tono colore

Attenzione: online talvolta ci si imbatte in contenuti che affermano che l’impregnante a solvente sia più duraturo e resistente dell’acqua. Ebbene, si tratta di un’affermazione obsoleta ed errata. La ricerca e lo sviluppo delle vernici all’acqua, soprattutto nella gamma Rio Verde, hanno raggiunto una tale evoluzione che ha completamente sovvertito quella vecchia credenza. Oggi gli impregnanti all’acqua sono ultra resistenti e vantano eccezionale durabilità. Sul dilemma impregnante all’acqua o impregnante a solvente vi sono anche altre dissertazioni. Dato per assodato che l’emissione di COV – composti organici volatili degli idro-formulati è ovviamente più contenuta, i detrattori degli impregnanti all’acqua sostengono che sono penalizzati da due problemi: l’ingrigimento dei nodi del legno e il sollevamento della fibra (detto anche “sollevamento del pelo”). Problemi che, a leggere queste affermazioni, non avrebbero gli impregnanti a solvente. Forse queste considerazioni valgono per altri marchi. Di certo gli impregnanti all’acqua della linea Rio Verde non hanno questi limiti. Anzi. Quando vi domandate quali sono i migliori impregnanti per legno, pronti all’uso (quindi non c’è bisogno di sapere come diluire l’impregnante per legno), non abbiate dubbio nello sceglierli all’acqua. Purché di un marchio affidabile che negli anni non ha smesso di investire in ricerca e sviluppo dei prodotti. Facendo così farete un regalo ai vostri manufatti, a voi stessi e all’ambiente.

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