Cucina confortevole e luminosa in cui spicca un frigorifero vintage di color verde acceso

Via il rosa millennial, arriva il verde zoomer

Negli ultimi dieci anni le bacheche di Pinterest e il flusso infinito di Instagram sono stati invasi dal rosa. Dalle riviste di arredamento agli account degli influencer, dalle confezioni di trucchi e profumi alle copertine dei libri, il cosiddetto millennial pink è apparso un po’ ovunque. Ma, come tutte le tendenze, anche questa sta dando i primi segni di cedimento. Si parla già di un “successore”, e alcuni esperti lo identificano in un particolare ventaglio di tonalità di verde, ribattezzato zoomer green, o verde zoomer.

Una galleria di ispirazioni “zoomer green”

Ingresso arredato con piante, mensole minimali, una poltrona a dondolo con cuscino e coperta, un pouf in maglia e una stampa botanica

Per l’ingresso si può declinare questo verde acceso su elementi secondari come la stampa di un cuscino, un tavolino da caffè o un pouf, magari richiamando il colore con l’uso di piante e piantine.

Studio minimale con divano, libreria, scrivania e sedia. Il colore d'accento è un verde acceso

Lo zoomer green, come spieghiamo poi più avanti, non è indicato come colore principale di un ambiente. Meglio sceglierlo come nota d’accento oppure — è il caso di questo angolo-studio — come tinta secondaria o come nota d’accento.

Cucina componibile con elementi sui toni del verde acceso

Per i più coraggiosi, si può pensare all’intero arredo di una cucina componibile. Altrimenti un buona idea potrebbe essere colorare in zoomer green un frigorifero vintage, come si vede nella foto di copertina.
Qui qualche consiglio per farlo.

Cameretta per bambino con lettino, giochi, sedia, lampada a piedistallo, libri, sgabello e disegni incorniciati appesi a una parete color “zoomer green”

In una stanza dall’atmosfera giocosa come la cameretta dei bambini si può anche immaginare un’intera parete (ma una sola, giocando a contrasto con le altre, e con soffitto e pavimento). Per i neonati, invece, è preferibile puntare su tonalità più tranquille e rilassanti.

Dettaglio di una stanza da bagno con piastrelle bianche, lavabo bianco, rubinetteria nera e mobiletto verde acceso

Nella stanza da bagno il verde vivido sposa bene singoli pezzi d’arredo, così come la rubinetteria, specialmente se in abbinamento col bianco e col nero oppure con tinte più neutre e materiali naturali come il legno e il vimini.

La tendenza “millennial pink”

Ragazza nera con i capelli biondi ha in mano uno smartphone in mano indossa una t-shirt rosa su sfondo rosa

L’origine non è certa. C’è chi la fa risalire al regista texano Wes Anderson e alla sua iconica estetica. Un film su tutti: Grand Budapest Hotel, del 2014, nel quale il rosa dominava, dagli esterni agli interni dell’hotel che dà il titolo all’opera.
C’è chi invece dà atto al design scandinavo di aver intercettato questo trend ancora prima.
Di chiunque sia il merito (o la colpa?), il rosa è stato definitivamente sdoganato nel 2016, quando il Rose Quartz è stato scelto da Pantone come “colore dell’anno” (insieme al tranquillo blu Serenity).

Ribattezzato “millennial pink” (i millennial, o generazione Y sono quelli nati tra l’81 e il ’96), ha abbracciato diverse tonalità, perlopiù calde, polverose e pastello. Dal rosa Frappè — come quello presente nella linea di vernici a effetto materico Vintage Prestige di Rio Verde — al pesca. Dal cipria al salmone, arrivando anche sui toni metallizzati: vedi l’Oro Rosa della nostra vernice Golden Prestige.

Nel corso degli ultimi anni quasi tutti i marchi, in molteplici settori, hanno cavalcato l’onda. Fino all’eccesso: già nel 2019 la rivista Domus parlava di “bulimia rosa”. Ora sembra sia infine arrivato il momento del declino.

Dal “millennial pink” allo “zoomer green”

Primo piano di strumenti da cancelleria (agenda, penna, evidenziatore, post-it, raccoglitore e clip) su una scrivania col verde acceso, o “zoomer green”

In un ideale passaggio di testimone, i millennial hanno ormai lasciato posto — perlomeno sui media — alla successiva Generazione Z, composta dai nati tra il 1996 e il 2010. Sono i cosiddetti zoomer. E forse c’è già un colore a rappresentarli. Così almeno la pensa la giornalista britannica di moda Jess Cartner-Morley, che sul prestigioso quotidiano The Guardian ha pubblicato un articolo dal titolo “Why zoomer green is the new millennial pink”, cioè “Perché lo zoomer green è il nuovo millennial pink”.
«Non ci vuole un genio per capire perché il verde appare come “aspirazionale” in un preciso momento storico in cui noi umani sembriamo finalmente pensare che un futuro verde sia l’unico futuro che potrà esistere. Il verde è buono. Il verde è lo spirito del tempo» scrive Cartner-Morley, che descrive lo zoomer green come un colore legato sì all’ambiente ma anche alla tecnologia.

Si tratta infatti di una gamma di tonalità di verde che appaiono molto artificiali. Il verde del green screen che si usa nel cinema, o quello dei prati nei videogiochi. O, ancora, il verde chimico dei pennarelli e dei cocktail di moda come il Midori Sour o il Tokyo Tea.
L’origine, a differenza del millennial pink, stavolta sembra chiara. La giornalista britannica la identifica infatti nel verde reso celebre dal marchio italiano Bottega Veneta (basta fare una ricerca con la chiave “bottega green” su Google per rendersene conto). Autore: lo stilista Daniel Lee, direttore creativo del marchio dal 2018.

Lo “zoomer green” nell’arredamento

Divano color verde acceso (zoomer green) in salotto minimale con una pianta e, sopra un tavolino in legno, una lampada bianca

Se il mondo della moda e quello della grafica hanno già iniziato a salire sul proverbiale carro da circa uno o due anni, nel design di interni il processo sembra ancora appena agli inizi.
Non c’è da aspettarsi però un’invasione dello zoomer green come colore “primario”. Se invasione ci sarà, com’è stato per il millennial pink, riguarderà soprattutto accessori (come nel caso della moda) ed elementi che danno un tocco cromatico “secondario” o “d’accento” — come insegna la regola del 60-30-10. Quindi sedie e sofà, singole pareti, tendaggi, cuscini e tessuti in genere. E ancora: mensole, scaffali, scrivanie, oggetti e soprammobili.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, questo verde si intona perfettamente proprio con il millennial pink, ma anche con nero e bianco, e con tinte neutre che vanno dal grigio al beige, passando per il legno naturale.
Nella linea Vintage Prestige di Rio Verde, ad esempio, i colori che si sposano bene con lo zoomer green sono molti: il già citato Frappè, ma anche l’Amarena, il Nocciola, il Vaniglia, il Cocco, il Tartufo e il Marzapane, che verranno esaltati dall’intensità chiassosa e un po’ elettrica di questo verde ultra-contemporaneo.

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