Tarlo del legno: come riconoscerlo e come eliminarlo?

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Si fanno riconoscere per via dei caratteristici buchi che troviamo sulle superfici in legno, materiale di cui i tarli sono golosissimi. Niente sfugge alla loro voracità: mobili antichi e moderni, parquet, boiserie, battiscopa. E, peggio ancora, anche elementi strutturali come travi e capriate, mettendo potenzialmente a rischio la stabilità e l’integrità di un edificio. Il grande interrogativo è quindi: che fare quando si scopre che in casa c’è un tarlo del legno? Come lo eliminiamo?

Che cos’è il tarlo del legno?

La larva di un tarlo del legno

Il tarlo è un insetto xilofago, termine che deriva dal greco xýlon (legno) e phagèin (mangiare).
Le sue larve scavano delle gallerie con diametri che variano da 1 mm fino a 1 cm. Lo fanno per nutrirsi della cellulosa che serve loro per poter crescere.
Quando esce dal legno? Una volta raggiunta l’età adulta, in primavera e in autunno, il tarlo sfarfalla, cioè esce dal bozzolo per andare alla ricerca di un partner con cui accoppiarsi. Dopo l’accoppiamento deposita le uova (il numero dipende dalla specie, alcune di queste arrivano fino a 200 uova) nelle fessure lignee dando così vita ad una nuova infestazione.

Che differenza c’è tra il tarlo e la termite?

Che differenza c'è tra tarlo e termite

Gli insetti xilofagi, cioè che si nutrono di legno, fanno parte di due ordini principali:

  • isotteri, sono quelli che comunemente chiamiamo tèrmiti (visto che molti se lo chiedono, l’accento va sulla prima sillaba). Se ne può vedere un esemplare nella foto in alto a destra. Di questi ci occuperemo in un prossimo articolo;
  • coleotteri, sono i tarli. Si suddividono in diverse famiglie, al cui interno sono presenti, a loro volta, diverse specie:
    • anobidi: l’Anobium punctatum è il tarlo che da adulto ha un colore che va dal rossastro al bruno scuro. È di piccole dimensioni e di solito attacca il legno solo superficialmente, senza compromettere la stabilità dell’oggetto o della struttura. Questi sono quelli comunemente chiamati “tarli del legno”.
      Prediligono legni stagionati senza corteccia (compensati inclusi). Attaccano manufatti antichi, travi, opere d’arte o materiali costituiti da cellulosa.
      Quando questi tarli Anobidi attaccano il legno, l’infestazione aumenta in modo costante diffondendosi anche su altri oggetti nella stessa stanza.
      Della stessa famiglia fa parte il Xestobium rufovillosum (foto in alto a sinistra). È più grande dell’Anobium punctatum e una sua infestazione, estesa su una vasta area, può minare la stabilità delle strutture colpite. Questo tarlo è comunemente conosciuto col terribile appellativo di orologio della morte, perché batte il capo contro le pareti delle gallerie, producendo un ticchettio che ricorda quello di un orologio: in realtà è un richiamo sessuale per le femmine;
    • lyctidi: sono il Lyctus linearis e il Lyctus brunneus. Sono di forma allungata e di piccolissime dimensioni. Sono in grado di ridurre letteralmente in polvere qualsiasi elemento in legno. Colpiscono principalmente i parquet, i legni nuovi e anche i battiscopa;
    • cerambicidi: sono lo Hylotrupes bajulus e il Trichoferus holosericeus. Sono più grandi rispetto agli esemplari delle altre due famiglie e hanno delle antenne che puntano all’indietro — per questo sono soprannominati capricorni.
      Considerati tra i più pericolosi, creano molti danni. Sono infatti capaci di far collassare strutture portanti come le travi. Riescono a scavare gallerie larghe anche di un centimetro. Possono andare in profondità e non è facile accorgersi dell’infestazione perché si possono trovare dei fori d’uscita anche a distanza di anni dall’inizio della infestazione.

Come capire se c’è un’infestazione di tarli del legno?

Il rosume è uno dei segnali che indica la presenza di un'infestazione di tarlo del legno

Per prima cosa si deve sapere che l’umidità favorisce lo sviluppo dei tarli. Per questo tra gli ambienti preferiti da questo insetto ci sono le cantine, le taverne e le case poco abitate. Ma ciò non esclude che se ne possano trovare nelle comuni abitazioni.

Se si vedono buchetti o fori in un mobile o in una trave, e soprattutto se si trova il cosiddetto rosume (segatura finissima simile a polvere che di base è composta da fibre di legno ed escrementi dei tarli stessi) in prossimità di un mobile o una trave, allora è probabile che si abbiano i tarli in casa.

Questi segnali indicano che l’infestazione è già avvenuta e quindi è il caso di intervenire tempestivamente.

Il tarlo del legno può essere pericoloso per l’uomo?

Dermatite da acaro del tarlo

Non direttamente. Il tarlo in sé è assolutamente innocuo per l’uomo. Tuttavia i tarli sono a loro volta preda dell’acaro del tarlo. Si chiama Pyemotes ventricosus e si ciba principalmente delle larve. Un’infestazione da tarlo del legno è quindi solitamente accompagnata da un’infestazione di acari. È un ulteriore indizio, qualora non ci fossero altre prove visibili, come gallerie e rosume.
La puntura del Pyemotes ventricosus si manifesta con piccole vesciche che danno molto prurito.

Come fare per eliminare i tarli?

Come eliminare il tarlo del legno?

Se ci si accorge di avere i tarli del legno nella propria abitazione, è bene conoscere i modi con cui potersi liberare di questi sgraditi ospiti.
La soluzione migliore è rivolgersi a un disinfestatore, che applicherà un trattamento curativo, eliminando le uova, le larve, le pupe e gli adulti.
I tipi di trattamento più diffusi sono tre:

  • microonde: le microonde scaldano solo ciò che contiene acqua, che è esattamente il principio alla base del forno che in molti hanno in casa.
    Il legno non verrà quindi danneggiato ma le microonde “cuoceranno” le tarme in qualsiasi stadio vitale esse si trovino.
    Questo trattamento è ecologico, non richiede pesticidi, e può essere effettuato su qualsiasi elemento. Si tende a mirare il trattamento solo nelle zone danneggiate, ed è sconsigliato per le grandi superfici. L’apparecchiatura è di dimensioni limitate e ricoprire un’area estesa risulterebbe dispendioso in termini di tempo e denaro.
    Bisogna inoltre prestare attenzione all’eventuale presenza di oggetti metallici come viti, bulloni o placche, che una volta scaldate potrebbero provocare bruciature al legno;
  • aria calda: questo metodo si basa sulla conduzione di calore all’interno del legno con dei generatori che producono aria calda a temperature tra gli 80 e i 100 °C.
    Vengono utilizzati dei grossi tubi che mantengono il flusso di calore mediante un procedimento di riciclo dell’aria, affinché la temperatura del legno raggiunga i livelli ideali per eliminare i parassiti.
    Questa tecnica consente di raggiungere le parti più profonde del legno senza danneggiarlo, in quanto il riscaldamento e il raffreddamento avvengono in modo graduale;
  • gas: è una tecnica che è molto cambiata, negli anni. Originariamente si utilizzavano prodotti tossici e dannosi per l’ambiente. Dal 2005 ne è stato vietato l’utilizzo.
    Oggi, quando si parla di gas, si intende un trattamento in atmosfera modificata e controllata a basso contenuto di ossigeno.
    Il manufatto colpito dai tarli viene chiuso in un contenitore di plastica. Si toglie l’ossigeno presente e si inserisce l’anidride carbonica. In questo modo i tarli muoiono per asfissia. La durata del trattamento varia in base alla temperatura e può durare anche diversi giorni. Questa tecnica è l’ideale per oggetti e arredi che possano essere impacchettati. È invece poco indicato per grandi superfici o strutture portanti.

Tali trattamenti sono impiegati per eliminare il problema in modo eco-compatibile. Tuttavia si deve tenere presente che il legno può essere nuovamente attaccato, se non si effettua un trattamento preventivo che si può ottenere solo con l’uso di prodotti antitarlo.

Il trattamento antitarlo: perché è importante?

Il trattamento antitarlo: perché è importante?

Se si e ricorsi a un professionista per eliminare i tarli è bene pensare a un trattamento antitarlo per preservare le superfici attaccate o semplicemente per prevenire attacchi futuri.
Come dice uno dei pochi proverbi che non sbaglia mai: prevenire è meglio che curare.

Questi tipi di trattamenti non sono eterni quindi vanno ripetuti dopo diversi anni per assicurare l’efficacia del prodotto. Possono essere effettuati in qualsiasi periodo dell’anno, ma si hanno risultati migliori in primavera.

Il preservante antitarlo / antitermite RA3000 di Rio Verde

Il preservante antitarlo / antitermite RA3000 della gamma Rio Verde può essere applicato su mobili, arredi da giardino, serramenti, portoni, rivestimenti, travature, perlinature, balconi, casette, staccionate, gazebo e tutto ciò che è fatto di legno.
Serve per prevenire gli attacchi dei tarli e delle termiti, penetrando in profondità grazie alla sua tecnologia di micro emulsione stabilizzata.

È importante, prima di passare il trattamento, pulire bene l’area, affinché ci sia un miglior assorbimento del prodotto e quindi una maggiore efficacia. L’ideale sarebbe quello di svuotare i fori di sfarfallamento dal rosume e altre impurità.
Meglio applicare il preservante antitarlo/antitermite Rio Verde non solo sulla zona interessata, ma su tutta la superficie dell’oggetto.
Si consiglia l’applicazione di 2-3 mani di prodotto, che non lascia residui e si applica facilmente.

È da prendere in considerazione anche l’ipotesi di proteggere tutti i manufatti e le strutture in legno presenti in casa, visto che il tarlo adulto può volare e le femmine depositare le uova anche su altre superfici legnose.
Il preservante antitarlo / antitermite RA3000 ha anche un potere curativo. Nel caso siano presenti animaletti vivi, basterà aumentare la quantità di prodotto utilizzato (è importante leggere prima la scheda tecnica) per avere, oltre che protezione, anche una cura contro questi indesiderati ospiti.
Inoltre è un prodotto che rispetta la normativa europea sui biocidi.

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